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Paesaggi urbani e naturali nella provincia di Ascoli Piceno

Sebastian Cresswell Turner – Londra (GB) 2008  “Paesaggi urbani e naturali nella provincia di Ascoli Piceno” traduzione a cura di Piceno Promozione

 

Non è più un segreto noto solo ai pochi ben informati che la città di Ascoli Piceno e la provincia della quale essa è capoluogo possiedono molti dei più bei paesaggi e scorci urbani non solo d’Italia, ma di tutto il mondo. Venite qui con la macchina fotografica, con il pennello per dipingere, con le scarpe da passeggio o, semplicemente, con gli occhi bene aperti e vedrete che non resterete delusi.
Cominciamo dal capoluogo – una città gioiello dell’epoca medievale incuneata tra montagne boscose e circondata su tre lati dai fiumi Tronto e Castellano – e iniziamo dal suo cuore: la Piazza del Popolo. Seduti ad uno dei tavoli all’aperto del Caffè Meletti, famoso per i suoi interni Art Nouveau, potete fare ciò per cui siete venuti, cioè, curiosare. Alla vostra sinistra, la Piazza del Popolo, risalente al 13 secolo; più in là, le architetture gotiche della Chiesa di San Francesco con i suoi campanili dalle torri pentagonali gemelle; di fronte a voi, una lunga ed elegante arcata del 16 secolo, realizzata con i mattoni rossi del luogo. All’ora del passeggio, centinaia di italiani di varie età, impeccabilmente vestiti, faranno mostra di sè sul largo e lucido lastricato che pavimenta la piazza. Questa, sicuramente, è l’essenza del fascino italiano ed è la cosa più semplice da fare: trascorrere ore intere semplicemente ad osservare.
La maggior parte di questa incantevole città è pedonalizzata e mantiene ancora intatto lo spirito dei secoli passati. Per esempio, a sud di Via dei Soderini e ad ovest di Via delle Torri c’è un fitto intrico di strade a ciottoli, la cui pianta medievale è perfettamente integra. Nelle vicinanze, potete raggiungere facilmente il Palazzetto dei Longobardi ancora intatto nella sua atmosfera di abitazione di altri tempi; mentre i blocchi di travertino della Torre degli Ercolani, alta 35 metri, sono così brillanti che sembrano essere appena stati scolpiti.
Dovunque andate, la vista sarà appagata da piccoli piaceri che gloriosamente si contrappongono nella loro affascinante complementarietà; appena girato l’angolo del Palazzo Malaspina, con la sua imponente facciata rinascimentale, vi perderete in un labirinto di bucoliche viuzze che si snodano in un dedalo di orti e giardini, colmi di alberi da frutto.
Fate comunque lo sforzo di camminare intorno alla cinta muraria della città. Procedendo in senso orario dalla Porta Gemina risalente al 1 Secolo AC, con le sue mura composte da massicci blocchi di travertino, arriverete, percorrendo una breve passeggiata lungo l’argine del fiume, alla medievale Porta Solestà, oltre la quale un Ponte romano – ancora perfettamente conservato – vi trasporterà, scavalcando il fiume Tronto, nella campagna dall’altra parte.
Più avanti, intorno alle mura, la magnifica costruzione del 16 secolo, Forte Malatesta, protegge ad oriente dagli avvicinamenti alla città; chi possiede energia in quantità può anche proseguire attraverso i colli fino alla ben conservata Fortezza Pia, dalla quale si ammirano i tetti di terracotta delle case sottostanti. Da qui, è evidente come Ascoli Piceno sia strettamente collegata alla campagna circostante: non resterete sorpresi dunque se al mattino sarete svegliati non dai clacson delle auto ma dal piacevole canto di un gallo.
Nel nord della provincia, situata sui colli a 319 metri sul livello del mare, c’è Fermo antica rivale di Ascoli Piceno, con delle favolose vedute sulla campagna circostante e sul lontano mare Adriatico. Anche qui troverete un’imponente Piazza del Popolo, una serie di antichi palazzi lungo Corso Cefalonia e Corso Cavour ed una cattedrale medievale, con la sua austera facciata del 13 secolo dominata da un’elaborata porta in legno intagliato del periodo Gotico. Questo è il tipo di città che gli Italiani sanno costruire, perfettamente a misura di uomo – dove ogni cosa è nella giusta dimensione. Come ad Ascoli, il modo migliore per apprezzarla è gironzolare senza scopi particolari, assorbendo tutto ciò che vi circonda.
Per gli amanti delle bellezze naturali e monumentali, la grande distesa di territorio tra Ascoli e Fermo offre una vasta gamma di bellezze paesaggistiche. A poche miglia dall’entroterra fino alle spiagge sabbiose lungo il Mare Adriatico ad est, il territorio si innalza precipitosamente attraverso serie sovrapposte di colline che si distendono maestose in prospettiva, sormontate, di quando in quando, da piccoli e nitidi paesi, circondati da vigne ed uliveti. Ma a soli 60 km dall’entroterra vi troverete a 2000 metri sul livello del mare, sulla solida austerità dei Monti Sibillini.
Lungo la costa poi, ci sono le famose spiagge e le località balneari della Riviera delle Palme, che si estende in direzione Nord da Porto d’Ascoli, includendo l’antica “città alta” di Grottammare, fino al paese-cartolina di Cupramarittima, con oltre 20 diverse varietà di palme ed alcuni autentici gioielli “Liberty” o “Art Nouveau“. Dopo soli 12 km verso l’entroterra troverete la nobile cittadina medievale di Ripatransone, situata a 494 metri sul livello del mare. Da qui, la vista sui dolci ed armoniosi colli delle campagne circostanti vi toglierà il respiro. Sulla sommità di una collina, cinta da mura, si trova il borgo di Cossignano: qui siete nel cuore di alcuni dei più affascinanti scenari del mondo, i cui voluttuosi contorni evocano irresistibilmente le rotondità delle forme femminili. Maestoso ma allo stesso tempo intimo, questo paesaggio incasellato da vigneti e uliveti è il risultato di centinaia di anni di sforzo umano.
Un breve viaggio attraverso simili scenari dalla bellezza incontaminata, su strade prive di insegne e di tabelloni, che rovinano altri luoghi d’Italia ma che qui sono fortunatamente assenti, vi conduce a Montedinove, con altre splendide vedute dalla sommità di questo colle, che si trova a 561 metri sul livello del mare.
In direzione Sud, andando verso Castignano, si entra in un’area che è famosa per gli strani calanchi, che solcano le nude colline di argilla e calcare. Risultato di un naturale processo di erosione, questi solchi profondi, intervallati da creste aguzze, creano un aspro ed imprevedibile paesaggio lunare.
Andando avanti verso Offida, troviamo il municipio merlato del 14 secolo, con le sue arcate e le logge, che domina la triangolare e pittoresca Piazza del Popolo, creando uno scenario molto amato dai produttori di film. Da qui, un breve viaggio completa il cerchio, riportandovi indietro alla Riviera delle Palme.
In ogni luogo della provincia è possibile fare decine di questi itinerari. A nord del fiume Aso, per esempio, un breve viaggio da Fermo vi conduce al paese di Moresco, sulla sommità di una collina, con la sua piccola piazza – anch’essa triangolare – che sembra essere uscita direttamente da un palcoscenico dell’opera lirica. Non sorprendetevi, dunque, di trovare qui un cartello che dichiara che questo è “uno dei borghi più belli d’Italia” … sebbene la vicina Monterubbiano non sia da meno. Oltre Petritoli, la strada sale avvicinandosi a Montelparo e, giunti a Montefalcone, appollaiato su uno sperone roccioso a 757 metri sul mare, la vista ancora una volta vi toglierà il respiro. Non per niente, si immagina che il suo nome sia ” monte del falco”.
Da qui, le spiagge della Riviera delle Palme appaiono lontanissime mentre gli intimi paesaggi costieri lasciano il posto a scenari aspri, che si svelano completamente all’approssimarsi a Montefortino, il cuore dell’area montana. Questo è un eccellente punto d’inizio per i 15 Km di salita verso la Gola dell’Infernaccio, attraverso boschi di faggio, ai piedi di una profonda gola calcarea le cui mura sono, a tratti, appena tre metri distanti l’una dall’altra.
Ancora più a sud in questa area selvaggia, che raggiunge temperature intorno allo zero in inverno ed alberga lupi ed aquile durante tutto l’anno, si trova il brullo e minaccioso Monte Vettore (2,476 mt), la vetta più alta del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
A pochi chilometri di distanza ma quasi 1,800 metri più in basso, si trova l’incantevole paese di Arquata del Tronto, sulla sommità di un colle, dominato dal suo castello fiabesco del 13 secolo e circondato dalla fitta foresta decidua che ancora copre alcuni tratti degli Appennini.
Qui, voi siete di fronte ad un bivio: potete visitare un altro favoloso e bellissimo Parco Nazionale – questa volta il “Gran Sasso e Monti della Laga” – oppure ricordarvi che siete sulla Via Salaria, chiamata così a seguito dei carichi di sale che gli Antichi Romani trasportavano dall’Adriatico alla capitale del loro impero. Dove andare allora? A Roma verso ovest? Oppure ad est per una piccola gita di nuovo verso Ascoli? Per quelli che amano una vita “a misura di uomo”, o per quelli che amano la perfetta fusione tra il piacere della città e della campagna, non ci sono dubbi…